«...ti levi il cappotto, morso dall'affanno del cane di fronte a una quaglia...»
Così scrive l'amico poeta Davide Marchese nel dialetto del nonno cacciatore, uomo che conosceva bene la fatica del cane da ferma quando cerca di individuare una quaglia e costringerla all'involo.
La quaglia è da sempre considerata una preda ambita. Le sue carni, pregiate e povere di colesterolo, sono apprezzate anche nell'alta cucina. Proprio per questo motivo mette in atto ogni possibile strategia per sottrarsi ai predatori.
Quando si sente scoperta, infatti, non si alza subito in volo: attende l'ultimo istante e talvolta sorprende il cane con un improvviso balzo all'indietro oppure si allontana con un breve volo rettilineo, costringendolo a ricominciare la ricerca.
Da questo comportamento deriva l'espressione "salto della quaglia", utilizzata per indicare chi cerca di uscire da una situazione difficile cambiando improvvisamente schieramento o posizione.
La saggezza popolare ha spesso osservato con attenzione questo piccolo uccello, tanto da attribuirgli caratteristiche di astuzia e capacità di adattamento.
Non a caso si dice che la quaglia insegni come, nella vita, non sempre prevalga il più forte, ma spesso chi sa attendere il momento giusto per spiccare il volo.
Il nome scientifico della quaglia comune è Coturnix coturnix. Appartiene alla famiglia dei Fasianidi e all'ordine dei Galliformi.
In Inglese: Common Quail, Francese: Caille des blés, Spagnolo: Codorniz común, Tedesco: Wachtel, Olandese: Kwartel, Finlandese: Viiriäinen.
In Italia è presente da maggio a settembre, dalle zone costiere fino ai pascoli montani, per poi migrare verso le regioni a sud del Sahara dove trascorre l'inverno.
Si tratta dell'unico galliforme capace di affrontare migrazioni di così lunga distanza. Durante le sue traversate può percorrere fino a seicento chilometri in una sola notte.
A differenza di molti altri uccelli migratori, inoltre, non segue ogni anno la stessa rotta e può modificare sia le aree di nidificazione sia quelle di svernamento.
La quaglia ha corpo compatto e tondeggiante, collo e coda corti e ali appuntite. I maschi giungono per primi nei territori di riproduzione, che difendono energicamente dai rivali. Una volta conquistato uno spazio, iniziano a cantare, anche durante la notte, per attirare le femmine.
Se una femmina è interessata, risponde al richiamo conducendo il maschio verso il nido che ha preparato.
A quel punto si svolge la parata nuziale: il maschio si avvicina con il piumaggio arruffato e le ali leggermente abbassate, girando intorno alla compagna ed emettendo caratteristici richiami. L'unione dura però soltanto per la stagione riproduttiva.
Il nido viene costruito a terra, tra i cereali o lungo i margini dei boschi. Si tratta di una semplice depressione del terreno rivestita di erbe e vegetazione. Se la covata va perduta, la femmina può deporne una seconda e persino una terza.
Generalmente depone un uovo al giorno per circa dieci giorni e successivamente li cova per diciotto giorni. Il maschio non partecipa all'incubazione.
I giovani crescono rapidamente: a tre settimane sono già in grado di volare e dopo circa due mesi sono pronti ad affrontare la prima migrazione.
La dieta della quaglia è composta da semi, cereali, insetti e piccoli invertebrati. Schiva e riservata, vive per lo più da sola e tende a riunirsi in gruppi soltanto durante i movimenti migratori. È molto più facile sentirla che osservarla. Il richiamo del maschio, trascrivibile come "whit-whit-whit", è uno dei suoni caratteristici delle campagne estive e ha ispirato anche compositori e musicisti.
Più discreto è invece il richiamo della femmina, simile a un "piou-pioup", spesso confuso con il frinire di grilli e cavallette.
Di piccole dimensioni, presenta una colorazione mimetica: bruna nella parte superiore e rossiccia in quella inferiore. Maschi e femmine sono molto simili, ma il maschio mostra sulla gola una caratteristica macchia giallastra con centro nero che risalta durante il canto territoriale.
La quaglia in molte zone rurali è un simbolo e come recita un antico detto contadino, "dove canta la quaglia, l'estate è di casa".
Un richiamo semplice che ancora oggi accompagna il paesaggio e la memoria delle nostre campagne.
Elusiva ma tenace, continua a sorprendere per i suoi comportamenti e per la sua capacità di adattamento.
Nelle campagne italiane è sempre più frequente incontrare esemplari derivanti dalla quaglia giapponese (Coturnix japonica), il cui maschio presenta il sottogola marrone anziché nero.
L'ibridazione tra le due specie è ormai diffusa e rappresenta una delle principali minacce per la conservazione del patrimonio genetico della quaglia selvatica europea.